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Influenza e vaccini: alcune informazioni utili

13/11/2018

L’autunno è la stagione in cui aumenta il rischio di trasmissione del virus. Le raccomandazioni del Centro europeo per la prevenzione. Cosa è bene sapere se si ha la sclerosi multipla

 

I primi raffreddori e, purtroppo, anche le prime influenze. L'autunno spesso porta con sé questi malanni, detti "di stagione". Normalmente i sintomi influenzali - tra i quali si possono manifestarsi febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e delle articolazioni, cefalea e malessere generale - finiscono entro una settimana dall'esordio. Sono più frequenti complicanze nelle persone al di sopra dei 65 anni di età e in soggetti con diabete o malattie immunitarie, cardiovascolari o respiratorie.

 

Il virus viene trasmesso per via aerea, attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, o attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.

 

Prevenzione

Il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie europeo raccomanda le seguenti azioni non farmacologiche per ridurre il rischio di contagio:

1. È fortemente raccomandato lavarsi le mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici)

2. Coprirsi bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani.

3. In presenza di malattie respiratorie, specie nella fase iniziale, restare a casa.

4. In ambienti sanitari (ospedali) è raccomandato l’uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale

 

Vaccinazioni

Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato con altri vaccini e non interferisce con la loro risposta immune. Gli effetti collaterali comuni dopola somministrazione consistono in reazioni locali, come dolore, eritema, gonfiore nel sito di iniezione. Le reazioni generali comuni includono: malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni. Sono stati riferiti, in correlazione temporale con la vaccinazione antinfluenzale, eventi rari quali trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche gravi. La correlazione causale tra la somministrazione di vaccino antinfluenzale e tali eventi avversi non è stata dimostrata.

 

Vaccini e SM

Per quanto riguarda la sclerosi multiplasi ricorda che non è consigliabile utilizzare vaccini così detti “attenuati”, ma è preferibile utilizzare quelli inattivati. Inoltre è consigliabile posticipare di 4-6 settimane la somministrazione della vaccinazione, dopo una ricaduta importante. Le persone con SM in trattamento con immunosoppressori come mitoxantrone, azatioprina, metotrexate, ciclofosfamide e/o terapia cronica con corticosteroidi, dovrebbero consultare il neurologo prima di ricevere una vaccinazione. Per le persone che stanno assumendo interferoni, glatiramer acetato, natalizumab, fingolimod, teriflunomide, dimetilfumarato i vaccini inattivati​​ sono generalmente considerati sicuri. 

 

Il Ministero della Salute tramite Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019 ha indicato le categorie e persone a rischio per le quali la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata. Nella riunione annuale, svoltasi a Ginevra il 22 febbraio 2018, l’OMS ha pertanto indicato che la composizione del vaccino quadrivalente per l’emisfero settentrionale nella stagione 2018/2019 sia la seguente:

- antigene analogo al ceppo A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09;

- antigene analogo al ceppo A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2);

- antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria);

- antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata).

 

Il vaccino per la stagione 2018/2019 conterrà pertanto una nuova variante antigenica di sottotipo H3N2 (A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016), che sostituisce il ceppo A/Hong Kong/4801/2014, ed una nuova variante antigenica di tipo B (B/Colorado/06/2017), lineaggio B/Victoria, che sostituirà il ceppo B/Brisbane/60/2008.

 

L'attività dei virus influenzali in Italia inizia durante l’autunno e raggiunge il picco nei mesi invernali per ridursi poi in primavera e in estate. A seconda dell'anno, il picco può verificarsi in periodi differenti dell’autunno-inverno.

 

Ultimo aggiornamento novembre 2018



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