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Ricerca internazionale sulla SM

Il ruolo della flora intestinale nella sclerosi multipla: due studi forniscono nuove prove

05/12/2017

Una ricerca dell'Istituto di Neurobiologia Max Planck ha analizzato i batteri di coppie di gemelli, uno con SM e uno senza. Un ulteriore ricerca dell'Università della California ha aggiunto dettagli su famiglie batteriche che sembrano specifiche della patologia

 

I batteri dell’intestino (chiamati anche microbioma) svolgono un ruolo cruciale nella digestione del cibo e producono sostanze chimiche utili per il corpo. Il quadro completo del ruolo dei batteri dell'intestino è tuttavia complesso e solo adesso sta iniziando ad essere rivelato. Sta per esempio crescendo l'interesse dei ricercatori sul loro ruolo nei disturbi infiammatori come la sclerosi multipla (SM).

 

Alcuni studi hanno già evidenziato potenziali differenze tra batteri intestinali presenti in persone con sclerosi multipla e in soggetti sani. Due recenti pubblicazioni sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) hanno mostrato maggiori dettagli sul legame di tali batteri con la sclerosi multipla.

 

Il primo studio, condotto da Hartmut Wekerle dell’Istituto di Neurobiologia Max Planck in Germania, ha esaminato 34 coppie di gemelli identici, di cui uno con sclerosi multipla e l’altro no. Non sono state osservate differenze significative tra i due fratelli. Maggiori differenze sono emerse tra famiglie diverse, il che questo evidenzia come i batteri intestinali siano maggiormente influenzati della dieta e dalla zona geografica di origine. Tuttavia, quando i ricercatori hanno trapiantato i batteri presi da 5 coppie di gemelli in modelli animali con una predisposizione a una malattia simile alla sclerosi multipla, hanno scoperto che erano i più propensi a sviluppare la malattia erano quelli che avevano ricevuto i batteri dal gemello con la sclerosi multipla. Va altresì detto che neanche la ricezione di batteri intestinali del gemello sano ha impedito lo sviluppo della sclerosi multpla. Gli scienziati non rilevato alcuna differenza nel modo in cui questi batteri influenzano il sistema immunitario. Tuttavia, i modelli che hanno ricevuto batteri intestinali da persone con sclerosi multipla hanno mostrato livelli più bassi di IL-10, una proteina nota il suo ruolo di regolazione "calmante" nel sistema immunitario.
Da questi risultati i ricercatori deducono che effettivamente ci sono alcune differenze nei batteri intestinali delle persone con SM, e che questi batteri possono influenzare il sistema immunitario in un modo da promuovere l'infiammazione tipica della patologia.

 

Il secondo studio - condotto da Sergio Baranzini dell'Università della California di San Francisco - ha analizzato i batteri intestinali di 71 persone con sclerosi multipla e altrettante senza patologia. Oltre ad aver ottenuto alcuni risultati simili allo studio del gruppo tedesco descritto sopra, questa ricerca ha individuato un paio di famiglie batteriche più specifiche nelle persone con sclerosi multipla. Coltivando queste famiglie di batteri in vitro con cellule immunitarie sane, si è verificato un aumento delle cellule immunitarie che causano l'infiammazione e una diminuzione delle cellule responsabili della soppressione del sistema immunitario. Anche in questo caso i batteri sono stati trapiantati in modelli sperimentali, e quelli delle persone con sclerosi multipla hanno portato allo sviluppo di una malattia più grave.

 

Questi studi forniscono prove sulle possibili differenze tra i batteri intestinali delle persone con sclerosi multipla e le persone che non hanno la malattia. Inoltre, suggeriscono che tali differenze possono influenzare il sistema immunitario di un modello sperimentale di SM in un modo da aumentare la gravità della malattia.

 

Ci sono tuttavia alcune differenze tra i risultati di questi due studi, che devono essere approfonditi attraverso ulteriori ricerche. Non abbiamo ancora un quadro completo di quanto la nostra flora intestinale possa influenzare la  sclerosi multipla, e quindi come di potrebbe modificare il macrobioma per curare o prevenire la malattia.

 

Gut microbiota from multiple sclerosis patients enables spontaneous autoimmune encephalomyelitis in mice.
Berer K, Gerdes LA, Cekanaviciute E, Jia X, Xiao L, Xia Z, Liu C, Klotz L, Stauffer U, Baranzini SE, Kümpfel T, Hohlfeld R, Krishnamoorthy G, Wekerle H. Proc Natl Acad Sci U S A. 2017 Sep 11. pii: 201711233. doi: 10.1073/pnas.1711233114. [Epub ahead of print

 

 

Gut bacteria from multiple sclerosis patients modulate human T cells and exacerbate symptoms in mouse models.
Cekanaviciute E, Yoo BB, Runia TF, Debelius JW, Singh S, Nelson CA, Kanner R, Bencosme Y, Lee YK, Hauser SL, Crabtree-Hartman E, Katz Sand I, Gacias M, Zhu Y, Casaccia P, Cree BAC, Knight R, Mazmanian SK, Baranzini SE.
Proc Natl Acad Sci U S A. 2017 Sep 11. pii: 201711235. doi: 10.1073/pnas.1711235114. [Epub ahead of print]

 

Fonte: MSIF

 

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